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Il quadrifoglio del Gruppo di Animazione Sociale

 

Da uno scritto di Mons. Eros Monti, ecco le linee guida che hanno portato alla creazione dei gruppi granis in diocesi...

Quando per la prima volta si è iniziato a parlare in diocesi dei Gruppi di Animazione Sociale, detti anche Granis, la domanda che è sorta è stata anzitutto quella del capire cosa fossero.
Il primo documento, pur molto articolato, non ha aiutato tutti a comprenderne le finalità e ha lasciato spazio a molteplici interpretazioni.
Premesso che quanto qui è detto dovrà trovare la sua conferma soltanto nella prassi; pare comunque importante provare a delineare un “quadrifoglio” (che porta fortuna a chi lo trova!) di attenzioni da avere per coloro che intendono mettere in atto nel proprio territorio un Granis.

 

1.     Il servizio alla Pastorale Sociale e del Lavoro.

Questo è un primo ambito, certamente operativo ma fondamentale, per tradurre sul territorio le varie proposte che lungo l’anno sono portate avanti dal Servizio per la Pastorale Sociale e il Lavoro.
In modo sintetico vengono elencate quelle fondamentali: 1. mese di settembre – giornata del creato; 2. tempo di Avvento – mezza giornata di spiritualità per gli impegnati nell’ambito sociale e politico (anche gli amministratori pubblici); 3. Gennaio – mese della pace; 4. giornata della Solidarietà e Convegno legato a questa giornata; 5. tempo di Quaresima – mezza giornata di spiritualità per gli impegnati nell’ambito sociale e politico (anche gli amministratori pubblici); 6. Veglia per il Lavoro .
Promuovere all’interno dei propri territori questi momenti è già un primo umile ma prezioso servizio.

2.     La visione del territorio.

La domanda che giuda un Granis non può che essere: cosa sta accadendo attorno a noi? Quali implicanze ha tutto ciò con quello che accade nel resto del Paese e più in generale in questo mondo ormai globale? Il livello del vedere, del porsi come sentinelle che vigilano non per puntare il dito ma per “giudicare” alla luce del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa è sempre più urgente. D’altro canto la pedagogia del vedere – giudicare – agire continua a rimanere non solo attuale ma necessaria per non lasciare che gli eventi accadano in modo fatalistico.

3.    La comunicazione.

Il Granis ha la necessità di comunicare nella logica di un’informazione corretta e trasparente che è già l’inizio di un percorso di formazione. Dove comunicare?
Tre strumenti sono: i giornali locali, in particolare i bollettini parrocchiali (quanto spazio c’è oggi per il sociale?), il Foglio della Pastorale Sociale e per il Lavoro (che di volta in volta potrà dare spazio e parola alle attività dei vari Granis) ed il sito della Diocesi (dove comunicare appuntamenti locali). Ve ne possono essere anche altri.

4. Il lavorare insieme.

Che il lavoro di rete sia importante è oggi sempre più ripetuto, ma che non sia facile da realizzare è altrettanto evidente. Eppure appare una delle priorità metodologiche del Granis. Questo al fine di coordinare meglio le attività dei vari enti e associazioni e soprattutto per mettere insieme anche sensibilità diverse per un fine comune.

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